Tigelle e companatico

Un classico intramontabile della tradizione bolognese e modenese; questo dischetto di pasta simile al pane si presta ad essere farcito in qualunque modo, dai salumi agli “umidi”, ossia qualunque tipo di carne con sugo.

Anche le versioni dolci sono ormai diffuse: con la Nutella, con burro e zucchero, ecc…
Una versione standardizzata della tigella praticamente non esiste: ogni zona dell’Appennino ha la sua ricetta, variano le dimensioni e gli ingredienti dell’impasto. Noi ve ne proponiamo una sicuramente valida.
Per il ripieno decidete voi: dal prosciutto crudo alla Coppa di testa, per palati più esigenti di sapore. Un classico dell’Appennino è il “pesto”, ovvero pancetta tritata e amalgamata con aglio e rosmarino e una spolverata di Parmigiano dentro la tigella.

Degusta: Barbera dei Colli Bolognesi, Schiava

Le nostre proposte: 

  • GOMBE Dogliani DOCG Dolcetto – La Fusina
  • NAIGARTEN Emilia Rosso IGP – Gradizzolo

Ricetta (dosi per 4 persone):

  • 1 kg di farina
  • 50 g di strutto
  • 400 ml circa di acqua
  • 50 g di lievito di birra fresco
  • 20 g di sale

Sciogliete il lievito in circa 100 ml di acqua tiepida; mettete la farina nell’impastatore con il sale e lo strutto, precedentemente sciolto in un pentolino o nel mircoonde e aggiungete l’acqua con il lievito. L’acqua rimanente va versata poca alla volta perchè non è detto che sia necessario utilizzarla tutta; l’impasto deve risultare morbido ma non appiccicoso.

Lasciate lievitare l’impasto in una ciotola coperta con un canovaccio o chiusa con la pellicola trasparente, finchè non raddoppia, passeranno circa 60 minuti. D’inverno è meglio tenere l’impasto al caldo, ad esempio vicino ad un calorifero.

Fate delle palline, il peso può variare dai 60 agli 80 grammi, in base alla dimensione dei vostri stampi. Lasciatele lievitare un altra mezz’ora e poi cuocetele negli stampi già ben caldi.

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